Susan Mokelke, J.D.


Traduzione di Lorenza Menegoni

 

Susan Mokelke è l'attuale Presidente della Foundation for Shamanic Studies, carica che ha assunto nel luglio del 2013 dopo esserne stata per molti anni il Direttore Esecutivo. Oltre a ricoprire questo incarico, Mokelke è un Faculty member della Foundation. I corsi da lei tenuti includono, tra gli altri, il Programma di Tre Anni di Iniziazioni Avanzate nello Sciamanismo e nella Guarigione Sciamanica della FSS e un nuovo seminario, Shamanism Practicum: Guidelines for a Healthy Shamanic Practice, da lei sviluppato e indirizzato soprattutto agli studenti che hanno una pratica attiva di divinazione e di guarigione sciamanica. Mokelke è l'editor della rivista della FSS, Shamanism Annual, e della E- Newsletter.

Questo suo articolo è stato originalmente pubblicato su Shamanism Annual (Dicembre 2008, vol. 21, pp. 34-36); la versione inglese è reperibile sul sito web della FSS: http://www.shamanism.org/ Viene qui pubblicato in italiano con l'autorizzazione dell'autrice e della FSS per www.sciamani.it, (aprile 2015).

 

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In questo articolo, spero di mettere in luce alcune questioni che riguardano gli aspetti etici della guarigione sciamanica, e di fornire inoltre alcune linee guida di fondo. Come con la maggior parte delle decisioni riguardanti le questioni di comportamento etico, queste considerazioni non intendono proporre un sistema rigido di norme, ma piuttosto un quadro flessibile di principi da valutare attentamente e con compassione caso per caso. Spero che queste riflessioni possano rappresentare un punto di partenza utile per coloro che stanno per iniziare una pratica sciamanica, come pure uno stimolo per i praticanti esperti ad approfondire la loro comprensione (1).

I praticanti sciamanici sono parte di una antica stirpe di guaritori spirituali. Poiché la guarigione sciamanica è una forma di guarigione spirituale, la questione etica è di particolare importanza. Quando Michael Harner cominciò a insegnare il Core-Sciamanismo negli anni settanta, la guarigione sciamanica era relativamente sconosciuta. Grazie al successo del suo lavoro pionieristico, oggi migliaia di persone in tutto il mondo praticano i metodi di guarigione sciamanica, e attualmente c'è un grande interesse in linee guida per l'uso etico di questo potente strumento.

Per coloro che praticano la guarigione sciamanica faccia a faccia con i clienti, le responsabilità etiche riguardanti il contatto fisico appropriato sono simili a quelle di qualsiasi altro terapeuta. Anche il carattere confidenziale del lavoro deve essere rispettato strettamente. Ogni informazione ricevuta dal cliente durante la sessione sciamanica deve rimanere riservata.

Poiché la guarigione sciamanica si occupa dell'aspetto spirituale della malattia, spesso i parametri di una pratica etica sembrano eccessivamente ampi, vaghi e imprecisi. Che cosa è permissibile a livello di guarigione spirituale? E che dire della guarigione "a distanza" effettuata da individui, gruppi e cerchi di tamburo – dove la persona, il luogo o la situazione da guarire può essere lontana migliaia di chilometri o addirittura un continente?

Coloro che sono stati coinvolti per un certo tempo nella guarigione o nella divinazione sciamanica, come praticanti oppure come clienti, sanno che è un metodo potente. Guarigioni miracolose possono accadere ed effettivamente accadono. Domande difficili ricevono risposta in modi sorprendenti e utili; problemi che sembravano quasi impossibili da risolvere cambiano all'improvviso e appaiono soluzioni eleganti. Questo potere merita il nostro rispetto e una seria considerazione di come viene usato e in quali situazioni.

Mokelke Considerazioni etiche 02

"Il cammino verso l'equilibrio"

di Vicki L. Dobbs.

Nella guarigione sciamanica, per usare il potere degli spiriti aiutanti in modo consapevole e compassionevole e operare così una vera guarigione, c'è un requisito etico essenziale: il permesso. Il permesso significa il consenso esplicito e informato di un cliente a che un individuo o un gruppo specifici effettuino una guarigione o una divinazione sciamanica – incluso il consenso a condividere qualsiasi informazione sul cliente.

Fare del lavoro di guarigione senza il permesso è immorale e sconfina nella sfera della stregoneria. È immorale perché ogni persona ha il diritto e la responsabilità di decidere che cosa fare nelle questioni che riguardano la sua anima. Ciascuno ha il diritto di scegliere il proprio cammino senza interferenze o influenze indebite. Non importa quanto sia chiaro che la persona ha bisogno di aiuto o quanto siate sicuri che “vi darà il permesso”. A meno che non vi sia stato chiesto, o che abbiate chiesto voi e il permesso vi sia stato dato, non dovete fare nessun lavoro di guarigione.

Le persone che si sentono spinte a fare questo lavoro hanno normalmente un profondo desiderio di aiutare gli altri. Può essere una grande tentazione, quando si vede qualcuno soffrire e si sa che potrebbe essere aiutato, chiedere velocemente agli spiriti di fare una guarigione senza che la persona sappia nulla di tutto ciò.

Ma nessuno di noi è abbastanza saggio da sapere che cosa vuole l'anima di un altro o di che cosa ha bisogno. Ho sentito dire da alcuni praticanti che, se gli spiriti dicono che va bene guarire qualcuno, allora è ok anche se non avete il permesso della persona. Questo non è etico – in primo luogo perché non dovreste chiedere agli spiriti aiutanti fino a quando non avete il permesso; in secondo luogo, anche se gli spiriti aiutanti sono onniscienti, noi esseri umani siamo troppo fallibili, soggetti a errori di interpretazione, come pure a sentire quello che vogliamo sentire.

Consenso informato significa che, nella realtà ordinaria, la persona che riceve aiuto sa, per lo meno, che voi le offrirete una guarigione spirituale e che lavorerete a suo favore. Se il lavoro di guarigione sarà svolto faccia a faccia, è importante far sapere alla persona che potrebbe esserci un certo contatto fisico e chiederle se si può toccarla, se necessario, durante la sessione.

Permesso esplicito significa che la persona vi ha chiesto una guarigione, oppure voi l'avete chiesto e vi è stato detto di “sì”. Se la persona è viva e cosciente, ciò significa un diretto “sì” nella realtà ordinaria. Non significa che le avete chiesto in un sogno, in un viaggio o telepaticamente; oppure che avete chiesto al vostro animale di potere o al maestro; o che avete chiesto al vostro animale di chiedere al suo e così via.

Se la persona è in coma, si dovrebbe ottenere prima il permesso dei membri diretti della famiglia. Anche allora l'anima della persona dovrebbe essere contattata in un viaggio per chiederle se desidera che si faccia del lavoro per lei e di che tipo.

Anche nel caso di persone defunte è richiesto il permesso per fare del lavoro psicopompo o altro tipo di guarigione sciamanica che riguardi la loro anima. Le anime sono anime, che siano vive o morte. Quando si viaggia per aiutare una persona defunta, si deve chiedere alla sua anima se vuole aiuto e, in questo caso, che cosa desidera si faccia.

Per quanto riguarda il lavoro di guarigione fatto per i bambini più o meno al di sotto dell'età di 12 anni, dovreste avere il permesso di un genitore e preferibilmente di entrambi. A seconda dei casi, e dipendendo dal grado di maturità del bambino, potreste anche aver bisogno del suo permesso. Quando il lavoro è fatto con il bambino presente, si dovrebbe spiegargli la guarigione sciamanica in maniera appropriata alla sua età, e uno o entrambi i genitori dovrebbero essere presenti durante la sessione. Per la maggior parte degli adolescenti sotto i 18 anni, esattamente come per gli adulti, è richiesto il permesso esplicito sia del ragazzo che di un genitore.

A volte, durante una sessione di guarigione, i clienti faranno delle domande o delle richieste riguardanti un'altra persona. Ricordate che voi potete lavorare soltanto con quella persona e che non avete il permesso di lavorare con il suo coniuge, i suoi parenti o qualcuno dei suoi conoscenti. Cioè, non potete chiedere informazioni riguardo terze persone né offrire una guarigione per esse.

Nella maggior parte dei casi, i clienti verranno da voi con la richiesta specifica di una guarigione per un danno fisico, una malattia, un problema emotivo oppure per una divinazione che li aiuti a risolvere una particolare difficoltà della loro vita. Per

esempio, un cliente vi chiede di guarire “il suo cuore spezzato”. In questo caso, voi

avete il permesso esplicito di lavorare sul suo “cuore spezzato” e su tutto ciò che considerate collegato con quel problema.

Mokelke Considerazioni etiche 03Rinascita", dipinto di Beth Lenco.

Non avete necessariamente il permesso di andare oltre quello. Comunque, quando si chiede agli spiriti una guarigione per una cosa, non è insolito che affiori un altro problema in apparenza non collegato al primo. Alcuni praticanti sciamanici ritengono che, se hanno il permesso di guarire una certa cosa, quel permesso si estende a un permesso generale di fare del lavoro di guarigione. Altri si limitano a guarire soltanto ciò che è stato richiesto. Sebbene la questione del permesso sia alquanto flessibile e ciascun praticante debba decidere, in accordo con i suoi spiriti, che cosa fare in una data circostanza, è meglio sbagliare per un eccesso di precauzione. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi potete semplicemente chiedere al cliente se vuole che affrontiate il problema addizionale.

Poiché i clienti vengono da voi per una guarigione sciamanica, questo è ciò che dovrebbero ricevere. Fino a quando non si è in grado di padroneggiare più di una disciplina, la mia esperienza mi ha mostrato che cercare di combinare due o più modalità terapeutiche semplicemente indebolisce l'efficacia della guarigione. La guarigione sciamanica ha il suo proprio e unico potere - nelle mani di un praticante esperto è generalmente sufficiente per fare il lavoro. Per quanto riguarda le interazioni di natura ordinaria durante una sessione, anche se volete veramente prestare aiuto, resistete all'impulso di offrire consigli, terapie, diagnosi mediche, suggerimenti legali, counseling sulle relazioni, risoluzione dei conflitti, ecc. Se ritenete che queste cose possano aiutare il cliente, potete suggerirgli di rivolgersi a un professionista in questi campi.

A volte mi viene chiesto circa il lavoro sciamanico con gli animali. Nel lavoro con gli animali applico le stesse linee guida che con le persone. Faccio il viaggio dall'anima dell'animale e chiedo il suo permesso.

IL LAVORO A DISTANZA

La guarigione sciamanica opera in una dimensione al di fuori dello spazio e del tempo, e ciò rende possibile offrire questo metodo in maniera efficace anche a distanza, senza che il cliente sia presente.

Ultimamente c'è stato un proliferare di richieste di lavoro di guarigione sciamanica a distanza, richieste fatte tramite e-mail o nei cerchi di tamburo. Questo ha accresciuto enormemente l'opportunità per le persone di ricevere una guarigione sciamanica e ha portato ad alcuni impressionanti miracoli di guarigione. Ciò ha reso la questione del permesso ancora più critica – e anche più difficile da sapere per certo se il permesso era stato ottenuto.

I praticanti possono ricevere molti tipi di richieste per una guarigione a distanza, come pregare, mandare luce, focalizzarsi su una intenzione specifica - la pace nel mondo, per esempio, e molte altre. Mentre queste richieste hanno le loro considerazioni etiche, io non le affronto in questo articolo, che si limita alla pratica etica della guarigione e della divinazione sciamaniche.

Quando viene fatta una richiesta per una guarigione sciamanica, che sia via email, per telefono o in un gruppo di tambureggiamento, il permesso è ancora essenziale. Le regole valide per il lavoro diretto con un cliente si applicano anche al lavoro a distanza. La persona che lo richiede deve aver dato il suo consenso esplicito e informato – come pure il permesso di condividere queste informazioni con un gruppo, se la guarigione è fatta in un gruppo.

Quando il lavoro è svolto da un cerchio di tamburo, anche nel caso in cui la richiesta sia stata rivolta al gruppo tramite e-mail, è particolarmente importante limitarsi a fare il lavoro che è stato richiesto. Così, se la persona ha chiesto una divinazione, si dovrebbe fare unicamente del lavoro di divinazione limitato alla domanda. Se viene chiesta una guarigione specifica, seguite le linee guida indicate per la guarigione.

Per esempio, se viene fatta la richiesta per la riuscita di un intervento di protesi a un ginocchio e per una riabilitazione veloce e il meno possibile dolorosa, non avete bisogno di chiedere il “rilascio della paura”, l'intervento di un chirurgo competente e così via. Rispettate il diritto del cliente di definire ciò di cui ha bisogno.

Infine, specialmente se state lavorando via email, se ricevete delle informazioni che devono essere comunicate al cliente, comunicatele privatamente – generalmente attraverso la persona che ha fatto la richiesta, non come risposta al gruppo. Anche usando l'email, rispettare la privacy del cliente è una considerazione importante, perché non sempre il rispetto è garantito automaticamente.

Che cosa fare circa le richieste di aiutare con i disastri naturali o con quelli provocati dall'uomo? In questi casi, la questione del permesso può comportare una certa confusione, specialmente se vi state occupando di un paese lontano e di una cultura con cui non siete familiari. Il permesso è ancora essenziale in questi casi, ma il permesso di chi e per che cosa? Se volete aiutare, è necessario che facciate prima un viaggio sciamanico al luogo nel Mondo di Mezzo dove è avvenuto il disastro. Chiedete agli spiriti del luogo e a ogni anima che incontrate se vogliono aiuto – chiedete sempre prima di fare qualsiasi lavoro. Se vi è dato il permesso, allora potete fare del lavoro di guarigione sciamanica entro i limiti del permesso e con l'aiuto dei vostri spiriti aiutanti.

A volte ho visto delle richieste di fare del lavoro sciamanico per influenzare un certo risultato nel mondo più ampio – eleggere un certo candidato a una carica pubblica, “aprire il cuore” di una persona politicamente potente, perfino porre fine a una guerra e così via. Non c'è il permesso di fare del lavoro sciamanico in questi casi, perché sono al di fuori del campo di una pratica sciamanica etica e, nonostante la bontà delle intenzioni, rasentano la stregoneria.

Anche il lavoro con il tempo atmosferico ha le sue considerazioni etiche. Se fate del lavoro per “porre fine a una siccità” o per portare la pioggia, per esempio, questo lavoro può influenzare in modi imprevisti le aree confinanti. La Terra è una totalità, un organismo vivente – ogni cosa che facciamo ha delle conseguenze e influenza tutto il resto, nel bene o nel male.

La guarigione è una attività profonda che agisce su vari livelli. Spesso è ambiguo e difficile definire che cosa sia giusto – ancora di più perché c'è molto bisogno, noi ci preoccupiamo tanto e vogliamo realmente aiutare.

Se avete dei dubbi circa l'opportunità di offrire una guarigione sciamanica, la risposta più semplice è chiedere a chi deve ricevere la guarigione, che si tratti di una persona, di un animale o di un luogo. Se non ricevete un esplicito permesso, non procedete fino a quando non lo ricevete. Se ricevete il permesso, lavorate strettamente con i vostri spiriti aiutanti e mantenetevi entro i limiti della richiesta.

 

 

SCENARI DELLA GUARIGIONE SCIAMANICA

Qui presento alcuni scenari dei problemi etici nella guarigione sciamanica, alcuni derivanti dalla mia pratica personale e altri riferiti da miei clienti e colleghi. Ciascun scenario solleva delle questioni di permesso che possono essere considerate dal punto di vista delle responsabilità etiche del praticante sciamanico.

  • Un cliente chiede una divinazione sciamanica per sapere se un parente seriamente malato morirà.

  • Un istruttore di meditazione decide di offrire una meditazione per la guarigione alla fine della lezione. Chiede ai partecipanti di formare delle coppie e poi propone una sorta di visualizzazione guidata. Chiede alle coppie di mandare energia di guarigione prima a ciascuno di loro due, poi alle loro famiglie e poi al mondo. Un guaritore sciamanico è presente nel gruppo.

  • Una cliente afferma di essere stata molestata sessualmente e chiede aiuto sciamanico per affrontare la cosa. Dopo la sessione, il praticante, una donna, telefona a qualcuno che conosce l'uomo in questione per sapere se potrebbe essere vero, e per sapere che cosa dovrebbe consigliare di fare alla sua cliente. (Considerate: Avrebbe fatto differenza se la praticante avesse chiesto il permesso della sua cliente di chiedere all'altra persona?)

  • In un viaggio un praticante sciamanico incontra l'anima di un parente morto. Il defunto chiede al praticante di fare una guarigione sciamanica per una persona viva.

  • Una praticante sciamanica, dopo essersi consultata con i suoi spiriti aiutanti, viaggia alla scena del disastro naturale al di fuori del suo paese e comincia immediatamente a fare del lavoro psicopompo. (Considerate: Che cosa succederebbe se un altro praticante le dicesse che anche lui ha ricevuto il permesso di fare il lavoro sia dagli spiriti del luogo che dai suoi spiriti aiutanti?).

  • Una cliente chiede aiuto per risolvere un conflitto con un vicino di casa. Senza averne avuto l'intenzione, durante la sessione il guaritore sciamanico riceve delle informazioni personali circa il vicino che potrebbero essere importanti da sapere per la cliente.

  • Un cliente chiede aiuto sciamanico per risolvere una disputa con un collega di lavoro. Il praticante sciamanico gli dice che dovrebbe considerare l'opportunità di iniziare un'azione legale contro il collega.

  • Una persona chiede che venga fatto del lavoro psicopompo per un parente stretto. Gli altri parenti del defunto sono fermamente contrari.

NOTE

1. Desidero esprimere la mia gratitudine ai miei insegnanti – Michael Harner, Sandra Harner e Alicia Gates – per la loro saggezza e guida nella pratica etica della guarigione e della divinazione sciamaniche.

Copyright © Susan Mokelke, Shamanism Annual, vol. 21, pp. 34-36, 2008. La versione originale inglese è reperibile al seguente link: http://www.shamanism.org/articles/ethics.html

Susan Mokelke, J.D.

LO SCIAMANO SLEGATO:

UN MIRACOLO DI INSEGNAMENTO

Traduzione di Lorenza Menegoni

Questo articolo è stato tradotto con l'autorizzazione di Susan Mokelke e della Foundation for Shamanic Studies per essere pubblicato sul sito web della FSS Italia (www.sciamani.it, aprile 2016). L'articolo originale è apparso sulla rivista della Foundation, Shamanism Annual (Dicembre 2014, n. 27, pp. 3-6), ed è reperibile sul sito web della FSS http://www.shamanism.org/

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Nel lavoro sciamanico diventiamo spesso consapevoli dei miracoli di guarigione. Molti di noi si sono avvicinati a questo lavoro dopo essere stati testimoni o dopo aver ricevuto tali cure miracolose: il cancro scompare, i tumori si riducono, i polmoni riprendono a funzionare normalmente.

Ci sono anche “miracoli di insegnamento”, nei quali gli spiriti ci forniscono prove inaspettate e sorprendenti della loro esistenza e del loro potere (1). Questi miracoli di insegnamento aprono il nostro cuore e la nostra mente e alterano per sempre la nostra comprensione di ciò che è possibile, cambiando profondamente la nostra prospettiva e il nostro orientamento verso la realtà. Qui sotto viene descritto uno di tali miracoli.

- l'editor

Nel corso dei 25 anni e più in cui la Foundation ha offerto il Programma di Tre Anni di Iniziazioni Avanzate nello Sciamanismo e nella Guarigione Sciamanica (2), siamo stati testimoni di innumerevoli esempi di insegnamenti sorprendenti forniti dagli spiriti, alcuni specifici per le persone, altri per il beneficio dell'intero gruppo. Ne parliamo raramente al di fuori di questo training, in parte per via della natura iniziatica del Programma, ma anche perché questi miracoli sono idealmente fatti “su misura” dagli spiriti per rispondere ai bisogni specifici della persona o del gruppo ai quali sono destinati.

Per definizione, l'esperienza di iniziazione è personale e unica a ciascun individuo. Nessuno può o ha bisogno di dirti che cosa devi sapere o credere, perché ognuno comprende in modo semplice e profondo la propria esperienza diretta. Questa è stata la via degli sciamani per migliaia di anni.

Le profonde pratiche di iniziazione del Programma di Tre Anni ci aiutano a rafforzare il nostro rapporto con gli spiriti e a ottenere conoscenza e potere per aiutare gli altri e il mondo. Tuttavia, il carattere stupefacente dei fenomeni che spesso si verificano nel corso del programma può distrarci, a volte, dagli insegnamenti stessi.

Con la pubblicazione del suo libro, La Caverna e il Cosmo, Michael Harner ha descritto per la prima volta in maniera dettagliata una delle pratiche di iniziazione più significative del Programma di Tre Anni: lo Sciamano Legato (o lo Sciamano Slegato). Lo ha fatto per invitare gli scienziati e gli scettici a verificare, attraverso l'esperienza diretta e personale, la realtà dell'esistenza degli spiriti (3).

L'iniziazione dello Sciamano Legato è una pratica sciamanica "core" (4), che Harner ha creato e sviluppato attraverso anni di ricerche sul campo e di sperimentazione personale. Trae ispirazione dalle dimostrazioni pubbliche di questa cerimonia condotte nelle regioni artiche della Siberia, del Nordamerica e della Groenlandia, oltre che nelle pianure occidentali e nelle regioni subartiche del Nordamerica indigeno. In queste “sedute pubbliche, gli sciamani [avvolti in una coperta o pelle, oppure isolati in una speciale tenda o capanna, editor] si fanno legare strettamente e poi si ritrovano slegati senza un apparente aiuto esterno” (5).

I partecipanti al Programma di Tre Anni hanno l'opportunità di sperimentare questa pratica per se stessi, dopo una dimostrazione effettuata dal personale insegnante (6).

 

IL MIRACOLO DELLE CORDE

In una calda notte estiva dell'agosto 2014 sulla costa di Nord-ovest, il nostro gruppo dei Tre Anni era radunato per la sessione serale. Dopo quasi tre settimane di training, il gruppo era pronto per sperimentare per la prima volta la pratica dello Sciamano Legato. Quella sera ci sarebbe stata la dimostrazione, e a tale scopo un membro del personale insegnante, una donna, si sarebbe fatta legare - chiameremo "CJ" la persona scelta per la dimostrazione

Come istruttrice del programma, preparai il contesto per la dimostrazione, spiegando al gruppo il background storico e culturale della pratica e indicando inoltre che cosa veniva loro richiesto. Feci osservare che gli spiriti apprezzavano molto il fatto che il gruppo stesse lavorando in unità e armonia, che invitasse gli spiriti a essere pienamente presenti quella sera e chiedesse conoscenza e guarigione per tutti i partecipanti. Anche CJ si era preparata tutto il giorno per il suo ruolo di Sciamano Legato.

Chiesi che si offrissero come volontari due persone del gruppo brave ad annodare le corde, e furono scelte due donne. Mostrai loro come legare strettamente la persona e per dimostrarlo chiamai un membro dello staff, ma non CJ.

Poi l'intero gruppo e il personale insegnante chiamarono gli spiriti con grande forza, con l'intenzione di ricevere insegnamenti e guarigione. Poi io continuai a chiamare ancora più spiriti in un modo speciale per questa pratica, chiedendo loro di dimostrarci la loro esistenza e di donarci miracoli di guarigione e di insegnamento.

I partecipanti formarono un cerchio sedendosi sul pavimento. Era stato chiesto loro di tenersi per mano per tutta la durata della pratica e di prestare attenzione con tutti i sensi a qualsiasi cosa sarebbe successa quando le luci sarebbero state spente. Non venne fornita nessun'altra informazione circa ciò che avrebbero potuto sperimentare.

Alle due volontarie fu chiesto di legare CJ. Lei si mise in ginocchio al centro del cerchio e si fece legare strettamente alle caviglie e ai polsi, con le mani dietro la schiena. Al mio segnale, le volontarie stesero un'ampia coperta sopra di lei, avvolsero strettamente la corda annodandola attorno alla coperta, in tal modo racchiudendo CJ in una specie di bozzolo.

Le due volontarie si unirono velocemente al cerchio prendendosi per mano. Due membri del personale insegnante (me inclusa) e un volontario del gruppo si misero al centro del cerchio vicino alla candela, reggendo i loro tamburi. Spegnemmo le luci. Nell'oscurità totale, noi tre al centro suonammo forte e rapidamente il tamburo per alcuni minuti.

Nella stanza era completamente buio e io non potevo vedere assolutamente nulla con i miei occhi ordinari. Continuai a chiamare tutti gli spiriti perché venissero a darci conoscenza e guarigione. Sentivo che la stanza era piena di presenze, ma dovevo rimanere focalizzata sul tambureggiamento e sul processo di chiamare gli spiriti.

Dopo alcuni minuti di tambureggiamento, sentii che era il momento di fermarsi e di fare un po' di luce. Accesi la candela e vidi che CJ era seduta senza più la coperta addosso. Facemmo più luce. Non prestai attenzione alla corda in quel momento, notai solo che CJ era slegata.

Ci sedemmo a formare un cerchio più piccolo e io invitai le persone a condividere ciò che avevano sperimentato nell'oscurità. Molti di loro raccontarono di come gli spiriti si erano manifestati e dei profondi insegnamenti che avevano ricevuto.

A CJ era stato chiesto di non parlare in quel momento di ciò che era successo durante la pratica, in quanto i partecipanti avrebbero avuto l'opportunità di avere la propria esperienza più avanti nel programma.

Al termine della condivisione, uno dei partecipanti chiese, "Che succede in genere alla corda?" Non avendo capito la domanda, le risposi che semplicemente si riavvolgeva per usarla un'altra volta. Ma lei insistette, "Ma dov'è?"

Guardammo CJ, ma lei non ce l'aveva, anzi pensava che l'avesse presa un membro dello staff. Verificammo con il gruppo e assieme concludemmo che né il personale insegnante né nessuno dei partecipanti aveva la corda.

Facemmo più luce e chiesi alle persone di guardare nel posto dove erano sedute prima, ma nessuno fu in grado di trovarla. Poi per caso qualcuno guardò nell'angolo della stanza vicino alla porta posteriore. La porta, fatta di legno massiccio e di vetri, era ancora coperta e sigillata con pesanti fogli di plastica nera, usati per impedire che la luce o qualcuno entrasse nella stanza. Per renderla ancora più sicura vi erano stati appoggiati dei grossi cuscini.

Ed eccola qui la corda, ammucchiata con i cuscini nell'angolo vicino alla porta, a più di 12 metri da dove stava CJ mentre era legata!

Raccolsi la corda, che era strettamente aggrovigliata, e la misi accanto alla mia sedia con l'intenzione di riavvolgerla accuratamente più tardi nella mia stanza. I partecipanti si erano tenuti per mano durante l'intera pratica e concordarono che nessuno di loro aveva toccato la corda dopo che le luci erano state riaccese. Di solito dopo questa esperienza riavvolgiamo semplicemente la corda per utilizzarla in altre cerimonie, ma quella volta decisi di portarla con me per mostrarla a Michael Harner in quanto si era trattato di un evento molto insolito - non era mai successo prima che una corda si spostasse da sola attraverso la stanza. Perciò ritenevo che fosse bene conservarla nel Shamanic Knowledge Conservatory (8).

Alla chiusura della sessione, misi con cura la corda nella mia borsa di stoffa e tornai nella mia stanza. Qui la srotolai un po', pensando di riavvolgerla meglio più tardi anche per assicurarmi che non fossero rimasti dei nodi. Ma guardandola attentamente, mi accorsi che era totalmente diversa dalle corde lisce e flessibili che ero abituata a vedere. (Vedi Figura 1).

Figura 1. Normale corda non usata

La corda usata per la dimostrazione aveva delle strane pieghe "a gomito", ed era attorcigliata e contorta ogni pochi centimetri per tutta la sua lunghezza. Riuscii a srotolarla un po', ma non cercai di raddrizzarla o distenderla. Sembrava che, in certi punti, il "ripieno" della corda fosse esploso verso l'esterno. Le estremità della corda erano sfilacciate in un modo particolare, con le fibre più esterne rizzate come fa il pelo con l'elettricità statica, e una estremità aveva una sfilacciatura più lunga dell'altra. Era anche piuttosto rigida, invece di essere flessibile come una corda normale.

Non avevo mai visto una cosa del genere. La corda non era strinata, fusa o bruciacchiata, era invece come se fosse stata in qualche modo alterata. (Vedi Figura 2). Non avevo idea di come si potesse fare una cosa del genere a quel tipo di corda. Con delicatezza, la arrotolai lasciandola un po' allentata in modo da maneggiarla meglio e la avvolsi con cura in una sciarpa per portarla a casa.

Figura 2. La corda usata nella dimostrazione che mostra le pieghe e le estremità sfilacciate.

Il mattino seguente portai la corda al corso e la feci passare attorno al cerchio. Al vederla le persone rimanevano stupefatte. Le volontarie che la sera prima avevano legato CJ per la dimostrazione, come pure l'assistente incaricata di controllare che la legassero nel modo giusto, confermarono che la corda appariva totalmente diversa da quella che avevano usato per la dimostrazione - in effetti, sarebbe stato impossibile legare CJ con quella.

Quella mattina scoprimmo che gli spiriti ci avevano dato anche un altro insegnamento interessante. La corda per la dimostrazione era stata scelta da un membro dello staff tra le tante corde che avevamo portato in più per questa pratica, nel caso qualche partecipante si fosse dimenticato di portare la sua. Le corde inoltre erano conservate in una pesante cassetta di plastica che avevamo messo in un piccolo ripostiglio ben chiuso da una solida porta in legno, appena fuori della sala dove aveva avuto luogo la dimostrazione.

Quando l'assistente ritornò alla cassetta il mattino successivo, vi trovò, posata sopra altre corde normali, un'altra corda dello stesso tipo di quella della sera prima - e, sebbene non usata, anche questa era "scoppiata" e piegata come la corda della dimostrazione, tranne che era ancora ben arrotolata come una corda mai usata. Le sue estremità erano sfilacciate nello stesso identico modo. Assomigliava tanto alla corda della sera prima che l'assistente mi chiese perché mai l'avessi rimessa nella cassetta, visto che avevo detto a tutti che l'avrei tenuta.

Così, adesso, avevamo due corde misteriosamente trasformate: quella della dimostrazione tutta attorcigliata e impossibile da riavvolgere in modo ordinato; un'altra, non utilizzata nella dimostrazione ma scoperta l'indomani, alterata nello stesso modo ma ancora ben arrotolata come una corda mai usata. (Vedi Figure 3-5).

Figura 3. Una normale corda non usata che mostra le tipiche estremità smussate

e nessun evidenza di pieghe.

Figura 4. La corda usata per la dimostrazione.

Figura 5. La seconda corda trovata il mattino dopo la dimostrazione. Mai usata e ancora avvolta accuratamente, ma rigida e caratterizzata dalle stesse pieghe a gomito ed estremità sfilacciate della corda della dimostrazione.

Tutte le foto furono scattate la mattina dopo la dimostrazione (svoltasi dalle 8 alle 10 di sera), non appena terminata la sessione del mattino a mezzogiorno.

Personalmente sono rimasta deliziata da questo miracolo di insegnamento. Non si trattava solo della natura alquanto giocosa della dimostrazione che gli spiriti ci avevano dato del loro potere, ma anche del fatto che tale dimostrazione aveva avuto un impatto profondo sulla comprensione della natura della realtà da parte dei partecipanti. Per molti, essa ebbe l'effetto di cambiare il loro concetto di, e la loro relazione con, ciò che è "impossibile"; dimostrò inoltre la piena disponibilità degli spiriti a essere presenti nella loro vita. Fu un insegnamento importante e una guarigione.

Stava anche a dimostrare che il gruppo lavorava unito come un solo cuore e che i partecipanti si erano aperti a ricevere gli insegnamenti degli spiriti - e un cuore aperto e ricettivo è il dono più vero di un miracolo.

Figura 6. Primo piano della corda trovata nel ripostiglio la mattina seguente, non usata ma caratterizzata dalle stesse pieghe a gomito della corda della dimostrazione (vedi anche la Figura 5).

Susan Mokelke, J.D., è il presidente della Foundation for Shamanic Studies e il direttore del corpo docente della FSS. Attualmente insegna tutti i seminari di due giorni della FSS e il Programma di Tre Anni di Iniziazioni Avanzate nello Sciamanismo e nella Guarigione Sciamanica. Può essere contattata tramite la Foundation scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

NOTE

1) Harner 2014, pp. 47-55.

2) Originato da Michael Harner e sviluppato attraverso decenni di ricerca e di sperimentazione, il Programma di Tre Anni di Iniziazioni Avanzate nello Sciamanismo e nella Guarigione Sciamanica rappresenta l'addestramento più avanzato nello sciamanismo e nella guarigione sciamanica offerto dalla Foundation for Shamanic Studies. Il Programma è ampiamente considerato senza paralleli al mondo. Comprende un addestramento intensivo e prolungato in livelli progressivamente più alti di sciamanismo molto avanzato, incluse iniziazioni in pratiche e principi rari e poco conosciuti. Per maggiori informazioni visita il sito web http://www.shamanism.org/

3) Harner 2014,pp . 256-259.

4) Come utilizzato nell'approccio del core-sciamanismo, il termine "core" (nucleo, essenza) si riferisce unitamente agli aspetti centrali e transculturali dello sciamanismo [N.d.T.].

5) Harner 2014, pp. 256.

6) Ibid., pp. 259. Avvertenza: questi esperimenti vanno condotti esclusivamente sotto la supervisione dei membri del corpo docente della Foundation for Shamanic Studies che ne insegnano la tecnica. Gli elementi di sicurezza includono: usare una coperta sufficientemente porosa per permettere alla persona di respirare; non legare le corde attorno al collo; non lasciare la persona legata e coperta per più di tre minuti; non partecipare a questa pratica se si hanno problemi cardiaci o respiratori (in caso di dubbio, si consulti prima un medico).

7) Ibid., pag 47.

8) Lo Shamanic Knowledge Conservatory della FSS comprende una vasta collezione di pubblicazioni sullo sciamanismo indigeno e un gran numero di artefatti sciamanici. Include inoltre una ampia raccolta di resoconti sul viaggio sciamanico forniti dagli studenti della FSS. Per una descrizione più dettagliata di questo archivio, vedi Harner 2014, pp. 106-8 [N.d.T.].

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Harner, Michael, La Caverna e il Cosmo: Incontri sciamanici con un'altra realtà, Edizioni

Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 2014. Edizione originale: Cave and Cosmos: Shamanic

Encounters with Another Reality, North Atlantic Books, Berkeley, California 2013.

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"Lo Sciamano Slegato", articolo di Susan Mokelke originalmente pubblicato sulla rivista della FSS, Shamanism Annual, dicembre 2014, n. 27, pp. 3-6. La versione originale inglese, "The Shaman Unbound", è reperibile al seguente link: http://www.shamanism.org/articles/shaman-unbound.html

© Copyright Susan Mokelke e la Foundation for Shamanic Studies.

Lorenza Menegoni

Originalmente pubblicato sulla rivista online FlashMagazine (giugno 2015) nella rubrica Storia, Filosofia e Fede: Religioni a confronto, a cura della Dr.ssa Monica Ciotoli. Ringrazio vivamente la Dr.ssa Ciotoli per il suo interesse in queste tematiche e per la sua collaborazione.

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Per i popoli sciamanici i sogni sono comunicazioni con il mondo spirituale. Attraverso i sogni gli “spiriti” - divinità, antenati o altre entità, possono intervenire nella vita umana per trasmettere informazioni a un individuo e orientare la sua condotta. Certi sogni conferiscono potere spirituale alla persona per se stessa o per aiutare e guarire gli altri; altri possono dare indicazioni su un'azione da intraprendere o da evitare; alcuni hanno un valore positivo per la persona, mentre altri possono rappresentare delle interferenze non desiderate da parte di entità “problematiche”, per esempio i defunti in certe culture. Certi sogni possono essere interpretati facilmente, mentre altri richiedono un processo di interpretazione più complesso per il quale si deve ricorrere a un divinatore esperto. I sogni hanno quindi un ruolo molto importante e una influenza pervasiva sulla vita dei popoli nativi. Generalmente non rappresentano un fatto privato, ma estendono la loro influenza a tutte le relazioni sociali della persona. Hanno perciò una dimensione collettiva che è generalmente assente nei sogni degli occidentali. In alcune società, la pratica del “sognare assieme” serve a riaffermare la storia, la cultura e i costumi del gruppo.

Non solo gli spiriti possono comunicare con gli esseri umani attraverso i sogni, ma attraverso il sogno l'anima di un individuo può compiere delle “incursioni” nel mondo degli spiriti. Secondo una concezione diffusa presso molti popoli indigeni, i sogni rappresentano delle esperienze reali dell'anima che può lasciare il corpo durante il sonno per viaggiare in altri mondi; tutto ciò che l'anima sperimenta in questi viaggi notturni si riflette sulla vita diurna della persona, nel bene e nel male; per esempio, gli incontri con entità pericolose possono risultare in una malattia. A seguito dei lavori dello studioso scandinavo Åke Hultkrantz, è diventato di uso corrente in antropologia chiamare “anima libera”, o “anima del sogno”, quella parte del sé che può lasciare il corpo durante il sonno e viaggiare liberamente in altre dimensioni. Oltre a questo tipo di anima, molti popoli indigeni riconoscono altri tipi di anima preposti alla preservazione del corpo mentre l'anima libera si allontana (spesso raggruppati sotto il termine generico di “anima-corpo” o “anima-soffio”).

Si è scritto a volte in passato che i popoli indigeni confondono sogno e realtà. Un esame più attento dimostra che i nativi distinguono chiaramente le due cose ma, come si è accennato sopra, per molti di loro la vita diurna può rappresentare una continuazione o, per dire meglio, una attualizzazione delle esperienze avute in un sogno; c'è un continuo rimando e un intreccio tra sogno e realtà, anche se le due cose rimangono distinte. Questo ruolo dei sogni è ben illustrato dal caso dei Senoi della Malesia, come racconta l'antropologo Kilton Stewart che visitò quel popolo nel 1935. Al mattino, appena svegli, i membri della famiglia condividevano i loro sogni e ne analizzavano i messaggi. Se un bambino aveva sognato di cadere in un burrone, lo si invitava a sognare di volare la notte successiva; se era stato spaventato da una tigre, lo si invitava a ri-sognare la tigre, domarla e rendersela amica. In altre parole, si lavorava con i sogni per scoprirne i significati più ampi e trasformarli in una esperienza di potenziamento personale. I sogni migliori erano quelli in cui si riceveva un dono che si cercava poi di riprodurre attraverso un dipinto, una statuetta di legno, un canto o una danza. I canti e le danze del sogno venivano condivisi non solo con la comunità, ma anche con i villaggi vicini per rafforzare i reciproci legami di amicizia. Anche gli Irochesi del Nord-est degli Stati Uniti erano famosi per l'importanza che attribuivano ai sogni. Veneravano i sogni come qualcosa di divino e li consideravano un'espressione dei desideri dell'anima, che dovevano essere ascoltati e realizzati. Una delle loro maggiori preoccupazioni erano i “cattivi sogni” o incubi. Durante i loro Festival dei Sogni, i “cattivi sogni” venivano messi in scena con l'aiuto di amici e parenti allo scopo di limitarne le conseguenze o rovesciarne l'esito. Ad esempio, se un guerriero aveva sognato di essere catturato, torturato e ucciso, quell'evento veniva rappresentato in maniera più blanda per impedire che si realizzasse.

I popoli indigeni dimostrano una certa complessità nelle loro teorie dei sogni, generalmente legate alle loro concezioni altrettanto complesse dell'anima e alla loro cosmologia. Oltre ai sogni notturni, i nativi riconoscono altri tipi di sogno o di esperienze simili al sogno che possono avvenire in stato di veglia. Per esempio, i Mohave della valle del Basso Fiume Colorado (al confine tra l'Arizona e la California del Sud) avevano una pratica che chiamavano il “sognare collettivo”. In certe occasioni, gli sciamani dei Mohave si riunivano per “sognare assieme” e raccontare con il canto la creazione del mondo da parte del loro creatore Mustambo. Gli Shavante del Brasile centrale pure sognavano assieme la creazione del mondo che cantavano durante le loro danze in cerchio. Ben noto è il "Tempo del Sogno" degli Aborigeni australiani, un concetto chiave di quella cultura. In parole molto semplici, il Tempo del Sogno è il passato mitico in cui gli Esseri Primordiali hanno creato i vari elementi del paesaggio, ma è un tempo che continua a esistere in una dimensione parallela alla realtà ordinaria. Attraverso degli stati di sogno, per certi aspetti più vicini al viaggio sciamanico, gli sciamani aborigeni possono rientrare in quel tempo e contattare gli Esseri Primordiali per conoscere i misteri del mondo.

Purtroppo nella letteratura etnografica, soprattutto del passato, si parla indistintamente di “sogni” per descrivere esperienze che, pur apparentate, in realtà sono diverse quali: il sogno notturno, il sogno da svegli, le visioni, gli stati di trance e il viaggio sciamanico. Inoltre non si è prestata sufficiente attenzione al contesto culturale più ampio che fa da cornice e conferisce significato ai sogni, cioè al fatto che le diverse culture possono attribuire significati totalmente opposti a un sogno che in apparenza ha lo stesso contenuto. Per esempio, tra gli Hopi e altri popoli Pueblo del Sud- ovest degli Stati Uniti sognare i morti è considerato pericoloso. La persona che ha questo tipo di sogno deve sottoporsi immediatamente a una purificazione; se il sogno si ripete, deve essere iniziata in una delle locali “società di medicina” per curarsi. Per i Maya Quichè del Guatemala, invece, sognare i morti è una cosa positiva in quanto attraverso di essi i defunti possono trasmettere informazioni importanti per la vita della persona. Se queste comunicazioni sono incomplete, la persona deve ri-sognare il sogno per portarlo a compimento e avere così una visione più chiara delle azioni da intraprendere.

Questi casi, tratti da società che sono state definite “culture dei sogni” dagli antropologi, sono solo alcuni esempi della ricchezza e vastità dell'argomento, come pure della difficoltà a formulare delle generalizzazioni valide per tutte le culture. Nel suo articolo “La Teoria dei Sogni nel Core Sciamanismo”, Michael Harner ha cercato di sintetizzare gli elementi comuni alle teorie dei sogni delle diverse culture sciamaniche per formulare una serie di principi più universali. Poiché l'articolo è reperibile su www.sciamani.it, sito italiano della Foundation for Shamanic Studies di M. Harner, qui vengono presentati solo i concetti fondamentali.

Per le persone poco familiari con il core-sciamanismo, si consiglia la lettura dell'intervista a Nello Ceccon apparsa su FlahMagazine nel novembre 2014, come pure la lettura dei vari articoli pubblicati su www.sciamani.it. In breve, il core-sciamanismo (core shamanism) è l'approccio transculturale sviluppato dall'antropologo americano Michael Harner, fondatore della FSS, per rendere lo sciamanismo accessibile agli occidentali. Rappresenta la reinterpretazione e sintesi delle pratiche sciamaniche fondamentali presenti nelle diverse tradizioni sciamaniche. Suo elemento chiave è il viaggio sciamanico, un'esperienza di visione che si realizza in uno stato alterato di coscienza indotto dal suono ritmato del tamburo. Attraverso il viaggio, lo sciamano accede a un universo nascosto dove incontra degli spiriti aiutanti (animali di potere, maestri spirituali, antenati, divinità, ecc.) che gli trasmettono conoscenze e poteri terapeutici. Il cosmo spirituale dello sciamano presenta ovunque una struttura tripartita: include il Mondo di Mezzo (il nostro mondo) e i cosiddetti Mondi di Sopra e di Sotto, mondi puramente spirituali dove dimorano gli spiriti aiutanti dello sciamano. Diversamente da questi due mondi, il Mondo di Mezzo ha sia un aspetto fisico-ordinario che un aspetto spirituale, quello in cui si incontrano per esempio gli spiriti della natura, ma anche anime defunte che non hanno ancora trasceso la realtà terrena. Caratteristica dello sciamanismo è la centralità attribuita alla dimensione spirituale, sia per quanto riguarda la concezione della realtà (come dicono gli sciamani siberiani, “Tutto ciò che esiste è vivo”), che per quanto riguarda la concezione della malattia. La guarigione sciamanica ha due aspetti fondamentali: reintegrare alla persona il potere benefico e vitale (recupero dell'animale di potere o di parti perdute dell'anima); rimuovere o allontanare dalla persona le energie estranee che possono provocare malattie fisiche o psichiche.

La Teoria dei Sogni di Michael Harner deriva dai principi del core-sciamanismo e, come lo sciamanismo indigeno, vede i sogni come una via di accesso al mondo spirituale. Il suo principio fondamentale sostiene che “gli spiriti producono sogni”, e questi spiriti possono essere l'anima della persona o i suoi spiriti aiutanti, ma anche spiriti non-aiutanti (in particolare, anime defunte rimaste bloccate nel Mondo di Mezzo). La teoria non impiega concetti psicologici, ma allo stesso tempo non afferma che tutti i sogni sono prodotti dagli spiriti, e non entra quindi in conflitto con altri approcci al sognare. Come lo sciamanismo indigeno, vede i sogni come un mezzo attraverso il quale gli spiriti aiutanti ci inviano messaggi, ammonimenti e altre indicazioni utili per la nostra vita. Particolare importanza rivestono i Grandi Sogni, ben conosciuti in tutte le culture sciamaniche, cioè i sogni attraverso i quali gli spiriti ci conferiscono “potere personale” (sempre inteso come “potere spirituale”). Anche l'anima della persona può produrre sogni, ma diversamente dagli spiriti aiutanti che attraverso i sogni vengono da noi nel nostro mondo, generalmente l'anima non viaggia al di fuori di esso. Nella concezione di Harner, i sogni avvengono soprattutto nel Mondo di Mezzo perché questo rappresenta la nostra realtà spirituale o, per così dire, la “sfera” in cui si esprime la nostra anima in quanto essenza incarnata qui sulla terra. I sogni rappresentano quindi un'esperienza diversa dal viaggio sciamanico dove ci si muove entro una cosmologia ben definita, che vede il Mondo di Sopra e di Sotto quale sede degli spiriti compassionevoli evoluti che hanno trasceso il Mondo di Mezzo e le sue limitazioni (sia gli animali di potere che i maestri spirituali in forma umana). Diversamente dai sogni (notturni), che accadono per lo più spontaneamente e sui quali non abbiamo spesso alcun controllo, il viaggio sciamanico è sempre intenzionale e rivolto a contattare certi spiriti allo scopo di ottenere consiglio e aiuto per se stessi e per gli altri.

Nella parte più etnografica di questo articolo, ho accennato alle opposte interpretazioni dei sogni sui defunti degli Hopi e dei Quichè. Anche riguardo questo tipo di sogni, la teoria di Harner offre degli utili chiarimenti. Il core-sciamanismo distingue tra i defunti che hanno trasceso il Mondo di Mezzo e quelli che vi sono rimasti volontariamente, in modo temporaneo o permanente, per aiutare i loro discendenti; tutti questi spiriti, spesso definiti come gli Antenati, possono utilizzare i sogni per trasmettere dei messaggi utili alle loro famiglie. Per una varietà di cause, tuttavia, altre anime defunte rimangono intrappolate nel Mondo di Mezzo, ancora legate alle circostanze dolorose della loro vita e della loro morte; sono esseri sofferenti perché in questa realtà non possono evolvere. Questi spiriti sofferenti possono intrudere nei sogni delle persone e causare “cattivi sogni” in cui le loro memorie si mescolano con il sogno della persona.

Parallelamente alla sua teoria dei sogni, Harner ha sviluppato un nuovo seminario avanzato, intitolato “Il Lavoro Sciamanico con i Sogni”, per tradurre questi principi in esercizi e pratiche che gli occidentali possono utilizzare per imparare a lavorare sciamanicamente con i sogni. Le pratiche proposte nel seminario si ispirano all'uso e alle concezioni dei sogni nelle culture sciamaniche, alcune delle quali sono state descritte nella prima parte di questo articolo. Alcuni esercizi utilizzano i Grandi Sogni come espressione di potere personale e, ispirandosi alle danze dei sogni dei Senoi, come mezzo per condividere questo potere con altre persone. Altri esercizi, proposti come “sogni da svegli” volontari, si ispirano ai canti della creazione dei Mohave e alla danza della creazione degli Shavante. Si lavora con il “sogno ad occhi aperti” e con il viaggio dagli Antenati per dare uno sguardo al futuro e verificare la fattibilità dei nostri piani. Si fanno dei viaggi “cosmologici” per esplorare il Tempo del Sogno degli Aborigeni australiani, come pure la Terra dei Sogni di cui parlano alcune culture sciamaniche. Un ruolo importante riveste l'interpretazione dei sogni, sia che venga effettuata mediante il viaggio sciamanico sia attraverso la pratica più avanzata dell'unione o fusione (merging) con i propri spiriti aiutanti; in questo modo si impara a interpretare sciamanicamente i propri sogni come pure quelli degli altri. Nel loro insieme, i vari esercizi e le diverse pratiche rappresentano delle modalità importanti per esplorare i sogni dal punto di vista sciamanico, e delle opportunità per applicare questa conoscenza alla nostra vita.

Articolo di Lorenza Menegoni pubblicato sulla rivista online FlashMagazine, giugno 2015, www.flashmagazineonline.it.

Dr.ssa Lorenza Menegoni, ha ottenuto un Master (1985) e un Ph.D. (1990) in Antropologia Medica alla New School for Social Research di New York (oggi New School University). Nel corso di questi studi, si è avvicinata allo sciamanismo seguendo i seminari condotti da Michael Harner, suo mentore anche alla New School. Ha successivamente realizzato un percorso intensivo di formazione studiando con diversi docenti della Foundation for Shamanic Studies negli Stati Uniti e in Europa. Dal 1997 è Faculty member (docente accreditata) della Foundation, abilitata a tenere seminari di base e avanzati in Italia. Ha tradotto in italiano il libro di Michael Harner, La Via dello Sciamano (Mediteranee 1995) e curato l'edizione italiana del recente libro di Harner, La Caverna e il Cosmo: Incontri sciamanici con un'altra realtà (Crisalide 2014). Alcuni dei suoi articoli sono pubblicati su www.sciamani.it, sito della Foundation for Shamanic Studies in Italia. 


Di Nello Ceccon


"Niente può succedere fino a quando non è stato sognato" 

detto Iroquois 


Quando entriamo nello stato di sogno, da addormentati, la memoria della nostra coscienza si affievolisce. Al mattino ci ricordiamo a malapena di qualche episodio avvenuto nel sogno della notte.

In molte tradizioni sciamaniche le esperienze ricevute nei sogni hanno la stessa valenza, anzi in certi casi ancora di più, delle esperienze avute durante lo stato di veglia.

Cominciare a valorizzare i sogni significa integrare una parte di noi stessi che generalmente ignoriamo e che dimentichiamo presto. Il sogno è una via d'accesso che tutti hanno verso il proprio mondo interiore, e non è necessaria una interpretazione psicologica. Secondo gli sciamani, ciò che avviene in questo stato va semplicemente vissuto, le esperienze fatte vanno messe nel bagaglio della nostra vita. In molte tradizioni, soprattutto negli Aborigeni australiani, non viene fatta alcuna distinzione tra lo stato di veglia e quello del sogno. Se durante il sonno sogniamo di parlare con la nostra nonna morta da più di vent'anni, significa semplicemente che la nonna ci è venuta a trovare. In queste tradizioni i sogni hanno molta importanza. Se per caso un membro del villaggio sogna una catastrofe, allora chiama tutte le persone e racconta il sogno, questo viene preso come un avvertimento e si prendono le decisioni del caso. Il sogno è il dono che riceviamo ogni notte, lo possiamo usare per arricchire la nostra vita, anche da svegli. 

Einstein ha raccontato che la prima visione della relatività l' ha ricevuta in un sogno. Gli antichi greci entravano nel tempio per dormire e vi rimanevano fino a quando non ricevevano un sogno di guarigione: anche a noi magari è successo, quando siamo ammalati di ricevere la guarigione nel sogno, che poi avviene nella realtà. Si può vedere il sogno come un altro livello della nostra vita, come la meditazione, il viaggio dello sciamano e la percezione diretta del corpo.

Abbiamo vari modi per vivere ed utilizzare i sogni.

Il primo che abbiamo già visto è quello di considerare il sogno come un dono che riceviamo ogni notte: consideriamo anche che gli incubi siano dei doni, perché ci mettono di fronte alle nostre paure.Quando impariamo ad affrontarli, allora affrontiamo anche le nostre paure, guarire dagli incubi, significa guarire dalle nostre paure. Dare importanza e significato diretto a quello che viviamo durante la notte ci può servire nella vita quotidiana. Dicevamo degli incubi, dei sogni brutti, che non dobbiamo dimenticarceli subito, non dobbiamo pensare, come ci hanno insegnato da piccoli "è solo un sogno". Li dobbiamo prendere letteralmente e chiederci "quale significato hanno per me", magari è un avvertimento di come possono andare le cose, delle paure che ci affiorano e che dobbiamo affrontare, possiamo prendere provvedimenti affinché quello che abbiamo sognato non accada realmente. Possiamo considerare i sogni come delle scintille che accendono la nostra giornata. Appena svegli, siamo ancora in contatto con la nostra parte più profonda, divina ed i primi pensieri coscienti che ci arrivano possono essere delle grandi intuizioni.


Perché lavorare con i sogni

Molte scoperte, come hanno affermato i protagonisti, sono arrivate nel sogno.  Niels Bohr nel suo discorso per aver ricevuto il premio Nobel della fisica, attribuisce le sue scoperte ai sogni; anche molti artisti, come L.V. Beethoven, hanno ricevuto nel sogno alcuni loro capolavori.

Un elemento che si sviluppa nel sognare è l'essere capace di mantenere una eccellente lucidità e consapevolezza anche nella vita da svegli. Più si mantiene questa capacità da svegli, più si è in grado di mantenerla anche nel sogno. Molto interessante è il processo contrario, quanto più ci si rende capaci di cambiare i propri sogni nel sonno, tanto più  sarà facile cambiare la propria realtà, il sogno da svegli. A volte il mondo del sogno è considerato ancora più reale del mondo da svegli e la funzione del sognare è quella di mantenere l'allineamento e la connessione  con le fonti di guarigione, creatività e saggezza spirituale che non riusciamo a distinguere da svegli. Le capacità creative, come affermano gli sciamani ed affermavano gli antichi Egizi ed i Greci, si manifestano nella capacità di sognare, da svegli o nel sonno.

Per riassumere, l'abilità di ricordare i propri sogni e di sognare in modo lucido offre immense possibilità al nostro potere creativo e creatore nella vita di tutti i giorni, ma richiede i seguenti impegni.

o Ricordare i propri sogni, attraverso la registrazione in un apposito diario.

o Formulare frequentemente, durante lo stato di veglia, l'intenzione di sognare in un determinato modo. 

o Onorare i messaggi che ci vengono dati nel sogno, cercando gli agganci nella vita reale.

o Crearsi dei segnali, scrivendoli nel diario, caratteristici dello stato di sogno, come per esempio riuscire a volare, vedere un gatto viola o incontrare il proprio aiutante del sogno

o Ritornare nel sogno da cui ci si è appena svegliati, con l'intenzione di rimanere lucidi. Continuare con queste fantasie fino a quando ci si addormenta.




Molti di questi temi si svilupperanno nel ciclo "Le Vie del Sognare" composto da tre seminari che si svolge nel 2010. Cliccare qui per altre informazioni.